Note Biografiche – Gli anni giovanili

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1903. Emma Buzzacchi nasce il 28 agosto a Medole, in provincia di Mantova, da madre ferrarese e padre mantovano. Questi, dottore in agraria, si trasferisce per qualche anno, con la famiglia, nella Bassa ferrarese, dove si stanno eseguendo lavori di bonifica; poi risiederà definitivamente a Ferrara. La moglie, Pia Follegatti, morirà prematuramente nel ’19.

1920 e segg. Rimasta orfana di madre, da giovane artista autodidatta segue la sua istintiva predisposizione ed esegue le prime pitture e incisioni a Cesenatico e Ferrara.

1923. Visita Firenze e Ravenna. Durante l’estate incontra per la prima volta Filippo De Pisis,mentre sul molo di Cesenatico declama i suoi versi in francese, davanti al mare. Inizia a prendere lezioni dal pittore di ispirazione colorista Edgardo Rossaro. A Firenze, presso lo zio bibliofilo Tammaro De Marinis, ha occasione di osservare e studiare le preziose testimonianze dell’antica arte xilografica a stampa.

1924. Visitala Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, poi si sposta tra Ferrara e Cesenatico, dove risiede d’estate. Visita Milano

1925. Il 7 giugno si inaugura la Mostra d’ arte ferrarese, dove espone per la prima volta alcuni suoi quadri ad olio, ricevendo una buona accoglienza dalla critica ferrarese. In autunno partecipa alla Mostra Nazionale di Belle Arti a Milano con un quadro ad olio ed una xilografia. Nel dicembre De Pisis visita il suo studio di Ferrara e il giorno di Natale esce sul “Corriere Padano” l’articolo intitolato Una giovane artista ferrarese, da lui firmato.

1926. Continua a prendere lezioni da Rossaro. Il 17 gennaio assiste alla conferenza tenuta da Margherita Sarfatti al Teatro Ristori di Ferrara. A marzo è di nuovo a Firenze dove visita più volte la Galleria degli Uffizi, lo studio di Primo Conti e la Galleria d’Arte Moderna a Palazzo Pitti. A maggio partecipa a Imola alla IV Mostra d’arte Romagnola. Conosce, a Cese­natico, I’ incisore Giulio Ricci. Il 3 ottobre è presente all’inau­gurazione della Mostra d’Arte Regionale, dove partecipa esponendo otto olii e sette xilografie. Conosce gli scultori Enzo Nenci e Mario Calosso, il pittore Parmeggiani e il critico Edoardo Mottini. A Bologna conosce il maestro tipografo Cesare Ratta, che nel febbraio successivo le pubblicherà alcune xilografie nel settimo volume della raccolta intitolata I deco­ratori del libro.

1927. Appare la sua prima Cartella a stampa Dove si dice qualcosa di Ferrara con 10 xilografie di Mimì Buzzacchi, con la presentazione di Edoardo Mottini. Viene invitata a Monza alla III Biennale delle Arti Decorative. A Milano visita la mostra di Rossaro alla Galleria del Corso, poi parte per Pisogne, dove risiedono i suoi parenti paterni e dove dipinge una serie di piccoli quadri che hanno per soggetto il lago di Iseo. In primavera partecipa a Bologna alla Biennale dell’Arte del Paesaggio, vincendo la medaglia d’oro con Paranze a Cese­natico (1926). In maggio a Firenze partecipa alla II Esposizione Internazionale dell’Incisione Moderna. A Ferrara è presente alla mostra del pittore futurista Tato nella sede del “Corriere Padano” in viale Cavour.

1928. Esce la seconda Cartella Dove si dice qualcosa di Ferrara con 10 xilografie di Mimì Buzzacchi. Compie un viaggio a Roma dove visita, in particolare, la Galleria Borghese e la Pinacoteca Vaticana. A Firenze conosce, attraverso De Marinis, Ugo Ojetti. Per la selezione delle opere da esporre alla XVI Biennale di Venezia invia un quadro ad olio e due xilografie, ricevendo il consenso solo per queste ultime. Riceve l’incarico dal Comitato organizzatore delle celebrazioni del centenario ariostesco -l’Ottava d’oro- di adornare la copertina ed il testo del discorso di Italo Balbo Il volo d’Astolfo. In questa occasione conosce e inizia a frequentare Nello Quilici, uno dei maggiori promotori della manifestazione.

1929. Nel mese di febbraio si unisce in matrimonio con Nello Quilici dal 1925 direttore del “Corriere Padano”. Il giornale è importante soprattutto per l’interesse culturale della terza pagina, sulla quale comincia a pubblicare i suoi articoli d’arte.1930. A Roma, tramite Quilici, conosce e frequenta il pittore Carlo Socrate, lo studio del maestro Attilio Giuliani e il direttore della Regia Calcografia, Carlo Alberto Petrucci.

(a cura di Sara Zanin)

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